Accortezze con il nastro rosa, in gravidanza e non!

In Ars Dental abbiamo un occhio di riguardo per il gentil sesso al quale dedichiamo questa piccola sezione: gli accorgimenti da adottare verso le donne non sono mai abbastanza, soprattutto quando si ha a che fare con un corpo “mutevole” che si deve adeguare alle esigenze, non solo proprie, ma di un’altra meravigliosa creatura. Noi cerchiamo di essere all’altezza delle nostre “supereroine”, o potenziali tali, facendo il possibile per sostenerle e supportarle in ogni fase della loro “evoluzione”, sedando paure e scrupoli che non sono mai banali, sciocchi o scontati.

Alle nostre incredibili pazienti dal nastro rosa diciamo che è bene sapere che:

nel periodo del mestruo è meglio evitare di sottoporsi ad estrazioni o ad altri interventi a carico del cavo orale in quanto le difese immunitarie sono minori e, avendo già una perdita di sangue in corso, anche le piastrine sono in quantità inferiore perciò la ricoagulazione (cicatrizzazione e guarigione) sarà più lenta impiegando un tempo di recupero più lungo. Naturalmente si può invece procedere in tutta tranquillità alla rimozione di carie (otturazione) e tartaro (ablazione);

– nelle donne affette da gengivite, durante il ciclo può verificarsi un effettivo aumento del sanguinamento gengivale in quanto si ha un flusso sanguigno maggiore;

– secondo i più recenti orientamenti in campo ginecologico tutti gli interventi finalizzati a tutelare il feto da eventuali infezioni non sono da evitare. Come tali vanno considerate anche le cure odontoiatriche relative ad estrazioni dentali, terapie endodontiche e le sedute di igiene orale per la rimozione del tartaro (cumulo di batteri) che possono essere eseguite esclusivamente previo consulto del proprio ginecologo e sue specifiche indicazioni.

Questo perché, durante la gravidanza, alcuni farmaci e trattamenti possono essere assorbiti dal feto influenzandolo negativamente: infatti, nel 1° trimestre, tamite la riproduzione delle cellule, influiscono sulla formazione dell’embrione; nel 3° trimestre incidono invece sulla crescita del bambino che li assorbe attraverso la placenta.

Per evitare di dover svolgere una terapia odontoiatrica proprio in queste due fasi critiche, è preferibile condurre una vita sana, una dieta bilanciata, una regolare attività fisica ed eseguire un controllo preliminare appena sia accertata la gravidanza: in questo stadio iniziale procedere con una semplice otturazione o con la rimozione del tartaro è possibile e presenta minori controindicazioni.

Successivamente sono opportuni dei controlli all’inizio del 4° e del 6° mese per procedere ad un’eventuale ablazione. Questa si rende necessaria quasi sempre in gravidanza in quanto lo sbalzo ormonale e l’abbassamento delle difese immunitarie provocano l’infiammazione delle gengive (gengivite) che, se trascurata, evolve drasticamente in parodontite. Ecco perché, molto spesso, si parla di perdita di denti legata alla gravidanza: in realtà non è una conseguenza inevitabile, soprattutto in quest’epoca.

In passato, le nostre nonne non erano informate e non avevano troppe disponibilità (di tempo, materiali e soldi) per cui si trascuravano a scapito della salute della loro bocca. Oggigiorno è più facile sottoporsi alle visite di controllo dal dentista di fiducia che può aiutare la paziente a vivere il suo periodo magico evitando di turbarlo con l’insorgere di dolori e patologie.

Perché di un momento di gioia resti solo il ricordo di un sorriso sereno, consulta gratuitamente i nostri specialisti: sapranno dissipare ogni tuo dubbio.